venerdì 27 febbraio 2015
ammanco di milioni al CNR
Nuovo clamoroso caso di ammanco nel sistema sanitario regionale. All' Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa del Cnr si parla di un buco di vicino ai 10 milioni di euro. Circa 3,4 milioni sarebbero già accertati nel corso delle prime verifiche interne, secondo alcune voci si arriva però quasi a 10 calcolando il disavanzo delle entrate accertate e quelle realmente incassate dall' istituto pisano tra il 2011 ed il 2014.
In Procura dove si indaga per truffa. Ad accorgersi dell' ammanco il nuovo direttore amministrativo del Cnr di Pisa, Girogio Iervasi. Una delle cause principali di questo "buco" viene imputata al fatto che l'ufficio che si occupa delle spese e diverso da quello delle entrate. In pratica all' Istituto di Fisiologia Clinica si spendeva senza sapere se i costi erano coperti. Il nuovo direttore Iervasi approfindisce poi gli esami contabili e perviene alla scoperta di un ammanco tra i 3 ed i 4 milioni di euro, soldi che avrebbero dovuto essere riscossi per progetti esistenti solo sulla carta.
Lo stesso futuro del Cnr di Pisa a forte rischio, se non verranno ripianati i debiti. Un altro clamoroso scandalo nella sanita' pubblica della Toscana, che ancora una volta evidenzia il drammatico dilemma "del chi controlla i controllori". Nuovo scandalo che si aggiunge alla vicenda del maxi buco da oltre 400 milioni dell' Asl di Massa, dove le inchieste vanno avanti. Ecco quindi, dopo questo ennesimo scandalo finanziario della sanità regionale, ci si interroga se non sia il caso di commissariare tutta la sanità regionale della Toscana, azzerandone i vertici operativi e amministrativi.
Aggiornamento
Il nuovo calcolo del buco a Ifc, Istituto di fisiologia clinica del Cnr, fa scendere la cifra del rosso a 1,7 milioni di euro; e il commissariamento della segreteria amministrativa dovrebbe terminare a fine giugno. Sono le due relativamente buone notizie che hanno portato lunedì 25 maggio il presidente del Cnr Luigi Nicolais e il direttore generale Paolo Annunziato, venuti da Roma per incontrare il consiglio d’istituto al centro dello scandalo scoppiato lo scorso febbraio per irregolarità nel bilancio.
Quello che doveva essere un incontro positivo, è tuttavia diventato fonte di malumori e nuovi imbarazzi. In primo luogo per la forma: quando Annunziato era venuto a marzo per annunciare l’inizio del commissariamento, aveva incontrato tutti i ricercatori di Ifc; invece lunedì 25 i due esponenti al vertice del Cnr hanno deciso solo all’ultimo momento di ammettere all’incontro una decina di ricercatori, viste le pressanti richieste di tutto il personale.
Secondo punto interrogativo sull’organizzazione dell’incontro: c’era anche Maria Chiara Carrozza, che è stato ministro dell’università, ma non è stato spiegato a che titolo è stata invitata.
Dopo la riunione rimangono molti aspetti da chiarire. Né a marzo, né il 25 maggio è stata pronunciata in modo esplicito la parola "commissariamento". Si parlò genericamente di una "verifica della contabilità 2014 e 2015 che sarà condotta congiuntamente dall’amministrazione centrale". Lo stesso Annunziato ha detto che entro la fine di giugno dovrebbe esserci il ripristino di tutte le attività amministrative. Inevitabile, a quel punto le domanda dei dieci ricercatori ammessi: i nostri stipendi saranno pagati per intero? Sul punto non ci sono certezze. E ancora più dubbi ci sono stati quando un’altra domanda ha ricevuto tre risposte diverse: secondo quanto siamo in grado di ricostruire, sembra che sia stata posta la questione sui concorsi fasulli portati avanti nonostante che la direzione sapesse che erano inesistenti i fondi Corsa con cui si pensava di coprire i costi. Ebbene, il direttore di Ifc Giorgio Iervasi avrebbe risposto imbarazzato non aveva scelta, perché la Procura stava ancora indagando e non si poteva interromperli. Nicolais avrebbe sostenuto di non saperne niente; infine Annunziato avrebbe rassicurato che alla fine non sono stati trasferiti soldi.
I tre decreti di annullamento sono stati firmati da Iervasi il 23 e 24 marzo 2015 sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 24 aprile con la generica dicitura: "Considerata la sopravvenuta necessità di annullare". I tre vincitori dopo un concorso per titoli e per colloquio sono rimasti a bocca asciutta.
Infine la cifra del buco: il ricalcolo porta il conto a 1,7 milioni. Sono stati scorporati dalle irregolarità oltre sei milioni di euro che la Regione Toscana deve a Ifc per l’attività clinica svolta ai tempi di Ifc Creas, cioè negli anni precedenti al 2007 quando Ifc non era stato ancora diviso dalla Fondazione Monasterio. Quest’ultima si è presa tutta l’attività sanitaria e ha come soci fondatori Regione e Cnr; prima Ifc Creas faceva ricerca e sanità e fatturava le prestazioni alla Regione.
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